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Nilde Iotti, 1920-2020

Il 10 aprile del 1920 nasceva a Reggio Emilia , Nilde Iotti.
La prima donna nella storia dell’Italia repubblicana a ricoprire la carica della presidenza della Camera dei deputati.
Una donna che avrebbe partecipato alla commissione incaricata di elaborare la nostra Costituzione, che avrebbe contribuito a cambiare la condizione della donna nel nostro Paese, che si sarebbe prodigata a riformare le istituzioni e che sarebbe stata una delle fondatrici dell’Unione Europea.
Il suo insegnamento e il suo esempio di vita ci sono preziosi in questo tempo così difficile per ciascuno di noi e per il mondo intero. 
Per questa occasione la Fondazione Nilde Iotti ha voluto ricordarla con uno speciale sul centenario  in cui potete trovare numerosi  interventi a lei dedicati e video- immagini di repertorio.

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Fonte immagine: Fondazione Nilde Iotti

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Basta demagogia,basta populismo, basta propaganda!

Basta demagogia,basta populismo, basta propaganda! Dopo l'emergenza economico-sociale serviranno ingenti risorse, diverse  centinaia di miliardi di euro, per superare l'emergenza  ci si dovrà ricordare che la ricchezza si produce con il lavoro: andrà quindi  difeso il tessuto produttivo dei servizi. Nulla sarà più come prima e questo speriamo lo capiscano tutti i paesi europei.
In una situazione eccezionale, occorrono misure eccezionali; serve una riflessione guidata dal buon senso da parte di tutti, governo ed opposizione, perchè siamo tutti sulla stessa barca.  
Una cosa è certa, non potremo  lasciare tutto questo fardello sulle spalle dei nostri nipoti.
Con fiducia nella scienza, impegnata nella battaglia al coronavirus, uniamo la nostra voce di solidarietà a tutti gli operatori sanitari.
Per invitare alla riflessione, vi proponiamo queste lettere:  parole scritte nel maggio del '46 da Luigi Einaudi, Governatore della Banca di Italia e Palmiro Togliatti , Ministro di Grazia  e Giustizia.
Buona lettura!

Fonte immagine: Archivio  Fondazione Gramsci Onlus di Roma 
Luigi Einaudi e Palmiro Togliatti lettere

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STORIA E STORIE. UN LUTTO DA ELABORARE: IL CONFINE ITALIANO 1918-1954

ll 10 febbraio ricorre il Giorno del Ricordo, istituito dalla Repubblica italiana con la legge n. 92 del 30 marzo 2004 per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani nell'esodo giuliano-dalmata, delle vittime delle foibe e delle vicende storiche del confine orientale.
Per l'occasione Fondazione Duemila organizza  l'iniziativa: "Storia e storie. Un lutto da elaborare: il confine italiano 1918-1954 ”, venerdì 7 febbraio 2020 alle ore 17.30 , in Piazza dell'Unità , 4  (Bologna).
La Fondazione  chiama a riflettere su una vicenda che ha segnato la storia italiana, un lutto ancora da elaborare: quello del confine orientale del nostro Stato che è stato per troppo tempo patrimonio non nazionale, ma essenzialmente “locale”.
Dialogheranno Orietta Moscarda, Centro Studi Ricerche di Rovigno; Raoul Pupo, Università di Trieste; Roberto Finzi, Università di Bologna.

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In ricordo di Estella

Il 22 gennaio di quarant’anni fa ci lasciava Teresa Noce, Estella, una “rivoluzionaria di professione”, una donna della Resistenza.  
Attiva antifascista, sopportò la clandestinità e la deportazione. Aderì al PCI fina dal 1921, anno della sua fondazione, partendo in seguito per la Spagna per combattere, in difesa della Repubblica, dopo lo scoppio della guerra civile. Nel 1946  fu una delle protagoniste nell’Assemblea Costituente  e in  seguito  deputata alla Camera per due legislature.
Estella ha rappresentato le donne, è stata un esempio di impegno democratico per le nuove generazioni e in questo 2020, per tenere viva la sua memoria saranno organizzate numerose iniziative.  
Progetto "Estella", nasce  nel ricordo di Teresa Noce, come  testimonianza dei valori dell'antifascismo, della Costituzione repubblicana, della pace e della fratellanza fra i popoli, dell'avanzamento della condizione femminile. 
Sono i temi, le battaglie sociali e politiche che Teresa Noce ha affrontato da grande protagonista. Non si tratta solo di onorare e celebrare una vita eccezionale, ma, nel suo nome, riaffermare il valore assoluto dei principi fondamentali del progresso civile.

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